CONSULTA REGIONALE PER LO SVILUPPO 

 

II Tavolo generale del Patto per lo sviluppo, definito “Consulta regionale per lo Sviluppo”, è costituita dai rappresentanti delle parti.
Esso è l'organo di espressione del livello di rappresentanza delle parti, rappresenta la sede del confronto politico istituzionale ed è responsabile dell'attuazione del Patto. Nella Consulta, dunque, “prende forma e sostanza” il Patto per lo Sviluppo. Essa è presieduta dal Presidente della Giunta regionale.
La Consulta provvede ad individuare le priorità e le tematiche di intervento e la coerenza con le linee di programmazione regionale.
La Consulta potrà modificare e/o implementare il Patto, una volta approvato, ogni qualvolta se ne presenti la necessità e/o ci sia il bisogno di introdurre nuovi e particolari elementi.

In relazione agli obiettivi che la Consulta intende raggiungere, verranno formalizzati gli impegni specifici attraverso quattro protocolli principali, con rispettivi tavoli più o meno permanenti di confronto: 

·         Protocollo con Enti Locali, contenente la migliore risposta ai nuovi bisogni  dei cittadini e delle imprese, in termini di miglioramento del livello di servizio, di snellimento delle procedure amministrative,  ecc.

·         Protocollo con Università e sistema dell’Istruzione superiore, contenente impegni al sostegno e sviluppo dei settori innovativi e della ricerca.

·         Protocollo con le Camere di Commercio, contenente impegni alla promozione delle attività economiche, previdenziali e statistiche.

·         Protocollo con il Sistema bancario, finalizzato a garantire al sistema economico regionale le risorse finanziarie di cui esso necessita e la creazione di un Osservatorio finalizzato alla elaborazione di politiche attive del credito.

La Consulta verifica l'attuazione del Patto e la valutazione delle azioni, degli impegni e relativi interventi in termini di coerenza e idoneità al perseguimento degli obiettivi concordati.
La Consulta, quindi, garantisce la “continuità degli impegni” e la coerenza dell’azione politica rispetto al Patto stesso.
Strumento operativo della Consulta è l’Assistenza tecnica con la quale si raccorda per gli aspetti operativi. 

La Consulta regionale per lo Sviluppo è composta da  28 membri, così individuati: 

·         Presidente della Giunta o suo delegato

·         N°3 componenti indicati dalla Giunta Regionale o loro delegati

·         N°1 Presidente del Consiglio Regionale

·         N°2 componenti indicati dalla Minoranza consiliare

·         N°2 componenti indicati dalla Maggioranza consiliare

·         N°2 componenti indicati dalle Associazioni datoriali dell’Industria

·         N°2 componenti indicati dalle Associazioni datoriali dell’Artigianato

·         N°2 componenti indicati dalle Associazioni datoriali del Commercio

·         N°2 componenti indicati dalle Associazioni datoriali dell’Agricoltura

·         N°4 componenti indicati dalle Associazioni sindacali

·         N°1 componente indicato dalla Province

·         N°1 componente indicato dai Poli d’Innovazione (quando formalmente approvati)

·         N°1 componente indicato dai Comuni

·         N°1 componente indicato dal Sistema camerale

·         N°1 componente indicato dal Sistema Universitario

·         N°1 componente indicato dal Sistema del credito

·         N°1 componente indicato dal Sistema cooperativistico e del terzo settore

L'ordine del giorno delle riunioni della Consulta è formulato dalla Segreteria Tecnica, anche su proposta delle Parti. La Consulta si riunisce almeno una volta al mese in sessione ordinaria e straordinaria ogni volta che si presenti la necessità.
La Consulta sarà altresì lo strumento per impostare e coordinare attività di monitoraggio e verifica dello stato di avanzamento dei cronoprogrammi, delle diverse realizzazioni e dell’effettiva efficacia delle politiche poste in essere.
In questa veste, sarà convocata nelle sue sole componenti rappresentative delle parti sociali, insieme con quelle relative all’Istituzione Regionale, integrate, quando richiesto, dai rappresentanti dei gruppi consiliari o di altri organismi o istituzioni utili alla discussione.